4 de septiembre de 2008

Defensa adecuará los uniformes al cuerpo de la mujer

ABC - 03/09/08

Defensa adecuará los uniformes al cuerpo de la mujer

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Miércoles 3, septiembre 2008 - Últ. actualización 15:32h
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Defensa adecuará los uniformes al cuerpo de la mujer
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La ministra de Defensa, Carme Chacón, posa durante la inauguración de la exposición "88-08. 20 años de la mujer en las Fuerzas Armadas"
EFE MADRID
Publicado Miércoles, 03-09-08 a las 15:10
La ministra de Defensa, Carme Chacón, ha anunciado hoy que su departamento, en colaboración con el de Sanidad y Consumo, adecuará los uniformes de las Fuerzas Armadas a la morfología del cuerpo femenino.
Durante la inauguración de la exposición "88-08. 20 años de la mujer en las Fuerzas Armadas" en el Museo Naval y tras presidir el Observatorio de la Mujer en las Fuerzas Armadas, Chacón también ha avanzado que Defensa pondrá en marcha un programa de ludotecas para hijos de militares con una edad comprendida entre los 3 y 12 años.
Así, se da un "paso más" en la conciliación para llegar a la corresponsabilidad y la igualdad de oportunidades entre hombres y mujeres
El objetivo, ha indicado la ministra, es contribuir a compatibilizar la vida profesional con la laboral en el periodo de vacaciones de los niños, para los que se diseñarán todo tipo de actividades. Con esta finalidad, Defensa impulsará además un plan global de corresponsabilidad de los miembros de las Fuerzas Armadas.
Así, se da un "paso más" en la conciliación para llegar a la corresponsabilidad y la igualdad de oportunidades entre hombres y mujeres, tanto en sus tareas públicas como privadas.
Chacón ha recordado en este sentido que ya se ha creado una auditoría de género en todas las infraestructuras militares para comprobar la idoneidad de las mismas en cuestiones como "el aseo, el estudio o el descanso", para el uso indistinto entre hombres y mujeres. La importancia del Observatorio de la Mujer
No obstante, la ministra ha resaltado que el tema que más tiempo ha ocupado la duodécima reunión del Observatorio de la Mujer en las Fuerzas Armadas ha sido el uniforme femenino de las militares.
Ha explicado que, dado que la constitución física de las mujeres no es la misma que la de los hombres, su Ministerio y el de Sanidad firmarán un protocolo de manera "urgente" para aplicar los estudios y herramientas del departamento que dirige Bernat Soria en el diseño y los ajustes de los uniformes.
Actualmente, hay más de 15.430 mujeres militares, lo que eleva la presencia femenina al 12,3 por ciento del total de las Fuerzas Armadas, una cifra sólo superada por Francia
Por último, Chacón ha destacado la "importante" labor del Observatorio de la Mujer, que por ello recibirá un "nuevo impulso" mediante la dotación de personal estable y de una estructura administrativa reforzada.
Una iniciativa que se encuadra dentro de la intención del Ministerio de Defensa de situar a España como el primer país europeo en cuanto a la presencia de la mujer en las Fuerzas Armadas.
Actualmente, hay más de 15.430 mujeres militares, lo que eleva la presencia femenina al 12,3 por ciento del total de las Fuerzas Armadas, una cifra sólo superada por Francia, donde alcanza el 14 por ciento.
Por ejércitos, Tierra cuenta con 9.700 mujeres (12 por ciento); Aire, con 2.725 (12,5 por ciento), y la Armada, con 2.380 (11,7 por ciento), mientras que en los Cuerpos Comunes el porcentaje de mujeres asciende hasta el 18,2 por ciento.

3 de septiembre de 2008

I segni della morte

L'Osservatore Romano - 3 settembre 2008

A quarant'anni dal rapporto di Harvard

I segni della morte

di Lucetta Scaraffia
Quarant'anni fa, verso la fine dell'estate del 1968, il cosiddetto rapporto di Harvard cambiava la definizione di morte basandosi non più sull'arresto cardiocircolatorio, ma sull'encefalogramma piatto: da allora l'organo indicatore della morte non è più soltanto il cuore, ma il cervello. Si tratta di un mutamento radicale della concezione di morte - che ha risolto il problema del distacco dalla respirazione artificiale, ma che soprattutto ha reso possibili i trapianti di organo - accettato da quasi tutti i Paesi avanzati (dove è possibile realizzare questi trapianti), con l'eccezione del Giappone. Anche la Chiesa cattolica, consentendo il trapianto degli organi, accetta implicitamente questa definizione di morte, ma con molte riserve: per esempio, nello Stato della Città del Vaticano non è utilizzata la certificazione di morte cerebrale. A ricordare questo fatto è ora il filosofo del diritto Paolo Becchi in un libro (Morte cerebrale e trapianto di organi, Morcelliana) che - oltre a rifare la storia della definizione e dei dibattiti seguiti negli anni Settanta, tra i quali il più importante è senza dubbio quello di cui fu protagonista Hans Jonas - affronta con chiarezza la situazione attuale, molto più complessa e controversa. Il motivo per cui questa nuova definizione è stata accettata così rapidamente sta nel fatto che essa non è stata letta come un radicale cambiamento del concetto di morte, ma soltanto - scrive Becchi - come "una conseguenza del processo tecnologico che aveva reso disponibili alla medicina più affidabili strumenti per rilevare la perdita delle funzioni cerebrali". La giustificazione scientifica di questa scelta risiede in una peculiare definizione del sistema nervoso, oggi rimessa in discussione da nuove ricerche, che mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo. Come dimostrò nel 1992 il caso clamoroso di una donna entrata in coma irreversibile e dichiarata cerebralmente morta prima di accorgersi che era incinta; si decise allora di farle continuare la gravidanza, e questa proseguì regolarmente fino a un aborto spontaneo. Questo caso e poi altri analoghi conclusi con la nascita del bambino hanno messo in questione l'idea che in questa condizione si tratti di corpi già morti, cadaveri da cui espiantare organi. Sembra, quindi, avere avuto ragione Jonas quando sospettava che la nuova definizione di morte, più che da un reale avanzamento scientifico, fosse stata motivata dall'interesse, cioè dalla necessità di organi da trapiantare. Naturalmente, in proposito si è aperta nel mondo scientifico una discussione, in parte raccolta nel volume, curato da Roberto de Mattei, Finis vitae. Is brain death still life? (Rubbettino), i cui contributi - di neurologi, giuristi e filosofi statunitensi ed europei - sono concordi nel dichiarare che la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano. Il rischio di confondere il coma (morte corticale) con la morte cerebrale è sempre possibile. E questa preoccupazione venne espressa al concistoro straordinario del 1991 dal cardinale Ratzinger nella sua relazione sul problema delle minacce alla vita umana: "Più tardi, quelli che la malattia o un incidente faranno cadere in un coma "irreversibile", saranno spesso messi a morte per rispondere alle domande di trapianti d'organo o serviranno, anch'essi, alla sperimentazione medica ("cadaveri caldi")". Queste considerazioni aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri. Ma la messa in dubbio dei criteri di Harvard apre altri problemi bioetici per i cattolici: l'idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo - grazie alla respirazione artificiale - è mantenuto in vita, comporta una identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente. Come ha fatto notare Peter Singer, che si muove su posizioni opposte a quelle cattoliche: "Se i teologi cattolici possono accettare questa posizione in caso di morte cerebrale, dovrebbero essere in grado di accettarla anche in caso di anencefalie". Facendo il punto sulla questione, Becchi scrive che "l'errore, sempre più evidente, è stato quello di aver voluto risolvere un problema etico-giuridico con una presunta definizione scientifica", mentre il nodo dei trapianti "non si risolve con una definizione medico-scientifica della morte", ma attraverso l'elaborazione di "criteri eticamente e giuridicamente sostenibili e condivisibili". La Pontificia Accademia delle Scienze - che negli anni Ottanta si era espressa a favore del rapporto di Harvard - nel 2005 è tornata sul tema con un convegno su "I segni della morte". Il quarantesimo anniversario della nuova definizione di morte cerebrale sembra quindi riaprire la discussione, sia dal punto di vista scientifico generale, sia in ambito cattolico, al cui interno l'accettazione dei criteri di Harvard viene a costituire un tassello decisivo per molte altre questioni bioetiche oggi sul tappeto, e per il quale al tempo stesso costa rimettere in discussione uno dei pochi punti concordati tra laici e cattolici negli ultimi decenni.(©L'Osservatore Romano - 3 settembre 2008)

Holanda terá informações sobre "iminente" ataque dos EUA ao Irão

Público, 2 de setembro de 2008

Holanda terá informações sobre "iminente" ataque dos EUA ao Irão

02.09.2008, Margarida Santos Lopes
Operação de espionagem foi suspensa devido a planos para uma intervenção "nas próximas semanas"; Teerão desmente compra de um sistema de mísseis russos
A Um ataque aéreo dos Estados Unidos contra as "instalações nucleares e de mísseis" do Irão, previsto para as "próximas semanas", levou os serviços de espionagem holandeses (AIVD) a interromper uma "ultra-secreta operação" que visava infiltrar e destruir a indústria de armamento da República Islâmica. A revelação foi feita ontem pelo jornal Der Telegraaf, de Amesterdão, por sua vez citado pelos diários Yedioth Ahronoth e Jerusalem Post, em Israel.

Os holandeses suspenderam a "bem sucedida" operação, de que a CIA tinha conhecimento, porque alguns dos alvos que pretendiam abater também estariam previstos no alegado plano norte-americano, afirmaram "fontes bem colocadas".Embora o Der Telegraaf não faça referência a envolvimento israelita no supostamente "iminente" ataque dos EUA, o jornal hebraico Ma'ariv já havia noticiado na sexta-feira que o Governo de Ehud Olmert tomou a "decisão estratégica" de neutralizar o programa nuclear iraniano "por todos os meios e a qualquer preço". Com esse propósito, as autoridades israelitas, "independentemente dos esforços das potências ocidentais" e sobretudo "se fracassar a mediação diplomática", já começaram a preparar um ataque às centrais onde o Irão terá 4000 centrifugadoras para enriquecer urânio.No sábado, numa reacção a estas notícias, o vice-chefe das Forças Armadas iranianas, general Masoud Jazayeri, avisou que qualquer intervenção militar contra o seu país "desencadeará a Terceira Guerra Mundial". Israel e os EUA "seriam os primeiros a ser eliminados", frisou Jazayeri à agência IRNA, de Teerão. "As exorbitantes exigências dos líderes americanos e do sionismo global, que criaram a actual situação no Iraque, Afeganistão, Sudão e Cáucaso, estão gradualmente a empurrar o mundo para a beira do abismo." Uma das ameaças que o Irão tem feito é a de encerrar o estreito de Ormuz, à entrada do Golfo Pérsico, rota vital para o abastecimento mundial de petróleo. Mísseis russosEntretanto, os iranianos desmentiram ontem que tenham comprado à Rússia um sistema de mísseis antiaéreos S-300. Segundo Israel, estas armas deveriam ser entregues, a partir de Setembro e até ao final do ano. "Nada disso é verdade", assegurou um porta-voz do Ministério dos Negócios Estrangeiros em Teerão. "Os nossos mísseis dependem apenas da nossa capacidade científica, como demonstrámos até agora." A concretizar-se a aquisição, isso dificultará ainda mais um ataque ao Irão, notaram analistas israelitas e ocidentais ouvidos pela agência Reuters.

2 de septiembre de 2008

Más de 3.000 personas se han convertido al islam en Cataluña

El País - 02/09/08

Más de 3.000 personas se han convertido al islam en Cataluña

JESÚS GARCÍA - Barcelona - 02/09/2008

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El islam crece con ímpetu en Cataluña. El grueso de los fieles -se calcula que hay alrededor de 300.000- son inmigrantes que proceden de países del orbe musulmán. Pero a ellos se han sumado, en los últimos años, cientos de catalanes que han visto en la fe islámica una vía hacia la felicidad. Los conversos son ahora más de 3.000, según los datos que ayer facilitó el portavoz del Consejo Islámico Cultural de Cataluña, Mohamed Halhoul.
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Coincidiendo con la primera jornada de la celebración del Ramadán, Halhoul atribuyó el alto número de conversiones al influjo ejercido por los musulmanes que han llegado procedentes de países como Marruecos y Pakistán. Halhoul remarcó el "vigor" de los musulmanes en territorio catalán, donde cuentan con 144 oratorios. Los datos de la Dirección General de Asuntos Religiosos de la Generalitat, sin embargo, cifran en 169 los oratorios en funcionamiento.
La Junta Islámica Catalana (JIC) es una de las asociaciones que agrupan a los ciudadanos conversos, y que en su mayoría defienden una visión "progresista" del islam. Su presidente, Abdennur Prado, aseguró ayer que la cifra de 3.000 conversos "es seguramente inferior a la real", aunque admitió la dificultad de cuantificar "un fenómeno social que cada vez crece más en todas las poblaciones".

Sin pila bautismal ni Biblia ni agua bendita

El País - 02/09/08

Sin pila bautismal ni Biblia ni agua bendita

Un pueblo de Málaga se suma a los municipios de Rivas (Madrid) e Igualada (Barcelona) y celebrará bautizos civiles

ELPAÍS.com / EFE - Madrid / Málaga - 02/09/2008

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El alcalde del pueblo malagueño de El Borge, José Antonio Ponce, de IU, quiere celebrar bautizos civiles en los que la pila bautismal, el agua bendita y el relato de pasajes de la Biblia sean sustituidos por la lectura de los derechos del niño y el compromiso por escrito de los padrinos de que el menor recibirá una "educación democrática y laica". Para ello, Ponce prepara una moción que articule estas ceremonias. La iniciativa prosperará casi con toda seguridad, ya que IU cuenta con mayoría absoluta, lo que convertirá a El Borge en la tercera localidad española en celebrar este tipo de actos, después de Rivas Vaciamadrid (Madrid) e Igualada (Barcelona).
Bienvenida democrática al bebé
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Ponce, regidor de El Borge desde 1995 y ateo confeso, ha subrayado que en estos bautizos "no habrá ni agua, ni velas, ni iglesias" y en ellos se leerán los Derechos del Niño aprobados por la ONU, la Carta Europea de Derechos del Niño y los derechos del niño recogidos en la Constitución Española. Los bautizados en esta ceremonia civil, que se celebrará en el salón de plenos del Ayuntamiento, pasarán a formar parte de un registro de ciudadanos de El Borge y recibirán un regalo.
En enero pasado, Ponce se convirtió en el primer alcalde de España al que la Iglesia Católica dio de baja en sus archivos, después de que le concediese la apostasía. Así consiguió su objetivo de no estar registrado en los documentos de la Iglesia Católica y, por tanto, no pertenecer a una religión con la que no está de acuerdo y en la que no cree, según dijo.
Los bautizos civiles no son nuevos. El primero se celebró en el municipio barcelonés de Igualada en noviembre de 2004. Esta ceremonia también tiene lugar en el municipio madrileño de Rivas-Vaciamadrid desde febrero de 2007.
Este tipo de actos no son la primera iniciativa peculiar que Ponce protagoniza desde que es alcalde, como demuestran, por ejemplo, el día de luto oficial que el Ayuntamiento de El Borge declaró en 2003 cuando comenzó la guerra de Irak, o la petición cursada en 2005 para que el Gobierno convocase un referéndum sobre Monarquía o República.

1 de septiembre de 2008

Garzón solicita información para hacer un registro de víctimas de la Guerra Civil y el franquismo

El País - 01/09/08

Garzón solicita información para hacer un registro de víctimas de la Guerra Civil y el franquismo

El juez estudia si admite a trámite una petición de dos asociaciones por la memoria histórica.- Ha remitido un escrito a ayuntamientos, la Conferencia Episcopal y otras instituciones

MANU ALTOZANO - Madrid - 01/09/2008

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El juez de a Audiencia Nacional, Baltasar Garzón, ha pedido más información antes de decidir si admite a trámite una petición de la Asociación para la Recuperación de la Memoria Histórica de Cataluña y la del País Valenciano para crear un registro de víctimas de la Guerra Civil y el franquismo.
La nieta de un fusilado pedirá que se indague la fosa de Lorca

BALTASAR GARZÓN LEAL
A FONDO
Nacimiento:
26-10-1955
Lugar:
(Torres)
ARMH(Asociación para la Recuperación de la Memoria Histórica)
A FONDO
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El juez ha remitido un escrito al Archivo General de la Administración, al Valle de los Caídos, a la de Delegación de Patrimonio Nacional de San Lorenzo de El Escorial, al Ministerio de Defensa, a los alcaldes de Córdoba, Granada, Sevilla y Madrid al rector de la Universidad de Granada, al Centro de la Memoria Histórica y a la Conferencia Episcopal. A esta última institución, Garzón le ha pedido que informe a todas sus parroquias para que dejen entrar a la autoridad pertinente en caso de que sea necesario. También ha remitido el escrito a los cementerios de Granada, Córdoba y Sevilla, a los que ha pedido datos sobre la fecha, lugar de nacimiento, residencia y filiación de los allí enterrados, así como las circunstancias en las que fueron enterrados y los datos de sus registros en caso de que los tuviesen.
Garzón pide los nombres de personas enterradas en fosas comunes "a partir del 17 de julio por el alzamiento nacional, la guerra y la posguerra" bajo el mandato nacional.

Desastre en Matemáticas en la prueba de nivel de 3º de la ESO

ABC.es - Sábado 30, agosto 2008 - Últ. actualización 15:19h

Desastre en Matemáticas en la prueba de nivel de 3º de la ESO

SARA MEDIALDEA MADRID
Sábado, 30-08-08
Los adolescentes españoles no saben más que un niño de primaria. Así se desprende de las notas de su primera prueba de conocimientos, realizada este mes de mayo sobre alumnos de 3º de la ESO -en torno a los 14 años-. Los resultados son desoladores: un 5,87 de nota media en lengua, y un 3,64 en matemáticas. Casi un 70 por ciento han suspendido las pruebas de esta última materia. Sus compañeros de 6º de Primaria obtuvieron medias más altas en ambas asignaturas, y un nivel de matemáticas sensiblemente mejor.
La muestra de alumnos que se ha enfrentado a esta primera prueba de nivel en la ESO es, precisamente, la que estrenó, en 2005, estos exámenes de conocimientos básicos. Entonces estudiaban 6º de Primaria, y a juzgar por los resultados de la prueba, sus conocimientos en matemáticas han ido para atrás.
La consejera de Educación, Lucía Figar, presentó ayer los resultados de esta prueba de nivel en 3º de la ESO, en la que se evaluó a 50.893 alumnos de 750 centros -305 institutos, 345 colegios concertados y 100 colegios privados-. La población que se utiliza como prueba -descontados los alumnos extranjeros, y los que vienen de programas de diversificación o están en grupos de enseñanza compensatoria- son 45.241.
El examen consistió en dos pruebas: una de lengua y otra de matemáticas. La de lengua se dividía en un dictado y una prueba de comprensión lectora -con 14 cuestiones a responder-. Para evaluar las matemáticas, había una prueba con 10 ejercicios, y otra con 10 problemas.
Lo relativo a la lengua se saldó con una nota media de 5,87, que en la definición clásica de las calificaciones no llega al «bien». Pese a ello, la consejera no dudó en definirlo como «un buen nivel», sin duda por comparación con el desastre de las matemáticas.
No más de cinco faltas
El dictado consistió en un texto de unas 225 palabras, sobre la anorexia y la bulimia. La nota media aquí subió hasta un 5,38, y un 64 por ciento de los alumnos cometió menos de cinco faltas de ortografía.
Por lo que respecta al texto literario, es un fragmento de «Nuevo retablo de don Cristobita», de Camilo José Cela, dedicado a «Las orejas del niño Raúl». En este ejercicio, se obtuvo una media de 6,03 puntos.
Los chavales respondieron incorrectamente en porcentajes altos a cuestiones relacionadas con el texto: un 42,15 por ciento no supo dar el significado de «depresión», «conmiseración» y «remota»; un 21 por ciento fue incapaz de transformar una oración en pasiva; a más del 43 por ciento se les atascó el análisis morfológico y sintáctico de una frase, y un 49,3 por ciento no supieron conjugar dos formas verbales: el pretérito perfecto simple del verbo «crecer» y el presente de indicativo del «coger».
Suspenso sin paliativos
La prueba de matemáticas fue mucho peor: la nota media es un suspenso sin paliativos, un 3,64. En los ejercicios se obtuvo de media un 4,61, y consiguieron aprobar un 49 por ciento del total de los alumnos. La resolución de problemas, con sólo un 19,6 por ciento de aprobados, puso a la vista un fiasco aún más estrepitoso: un 2,68 fue la nota media obtenida.
La falta de conocimientos en matemáticas es sangrante: de los diez ejercicios, hay uno que acumuló un 83,4 por ciento de respuestas incorrectas; cuatro tuvieron más del 50 por ciento de fallos, y tres, más del 40 por ciento. Casi uno de cada tres de los alumnos no fueron capaces de transformar euros en dólares.
Los problemas resultaron, para los examinados, un auténtico «ídem». Un ejemplo: Antonio da a sus sobrinos 936 euros para que se lo repartan, pero «este año les ha dado un 4 por ciento más que el pasado. ¿Cuántos euros dio en total Antonio a sus sobrinos el año pasado?» El 90,88 por ciento de los examinados no encontró la respuesta.
Y para un 79,20 por ciento, fue imposible conocer cuánto tiempo estudia Andrés los jueves, «expresado en horas y minutos», sabiendo previamente que el tal Andrés «distribuye las 24 horas del día de la siguiente forma: estudia la mitad de lo que duerme y todavía le sobran 10 horas para el resto de sus actividades».
En el mismo examen, el precio del gasoil también dio más de un quebradero de cabeza: en realidad, se los dio a más del 85 por ciento de los alumnos, que no supieron averiguar el volumen de un depósito de este combustible, según unas medidas señaladas, ni cuánto habría de pagar por llenarlo un cliente.
La consejera Lucía Figar se mostró preocupada por los resultados. De hecho, prevé un plan de mejora del aprendizaje de las matemáticas que incluya fijar y concretar los contenidos mínimos para 1º, 2º y 3º de la ESO en esta asignatura.
Además, la Consejería de Educación facilitará la formación de grupos de estudio flexibles en 1º de la ESO, en función de los resultados obtenidos por los alumnos en la prueba de Conocimientos y Destrezas Indispensables realizada en 6º de Primaria, lo que permitirá ajustar mejor las enseñanzas a las necesidades de los alumnos y dar más apoyo a aquellos que precisen más ayuda.