23 de junio de 2013

L’episcopato brasiliano sulle manifestazioni che infiammano il Paese: Il giusto grido delle strade

domenica 23 giugno 2013 L’OSSERVATORE ROMANO pagina 5


L’episcopato brasiliano sulle manifestazioni che infiammano il Paese: 

Il giusto grido delle strade


BRASÍLIA, 22. Niente giustifica la violenza e la distruzione. È quanto affermano i presuli del Brasile che esprimono però la loro solidarietà a quanti, soprattutto giovani, manifestano contro la «corruzione, l’impunità e la mancanza di trasparenza», purché, appunto, tutto si svolga in modo pacifico. Il punto di vista dei presuli sulle manifestazioni, che da giorni infiammano il Paese sudamericano — un milione di persone si è riversato per le strade di Rio de Janeiro e in altre città — con morti (almeno due), decine di feriti e ingenti danni, è stato illustrato dal presidente della conferenza episcopale, il cardinale arcivescovo di Aparecida, Raymundo Damasceno Assis. È stato il porporato, assieme al segretario generale dello stesso organismo, il vescovo ausiliare di Brasília, Leonardo Ulrich Steiner, a presiedere la conferenza stampa convocata ieri, venerdì 21, al termine della riunione del Consiglio permanente, che ha avuto tra i punti all’ordine del giorno anche l’esame della situazione sociale e degli sviluppi delle manifestazioni nate, come è noto, per scongiurare il rincaro delle tariffe dei mezzi pubblici e per protestare contro le spese, giudicate eccessive — soprattutto in relazione ai livelli dei servizi assicurati ai cittadini — per l’organizzazione di grandi eventi sportivi come i campionati mondiali di calcio del 2014 e le olimpiadi del 2016, che avrebbero sottratto risorse vitali a settori storicamente arretrati come sanità, istruzione e trasporti. Per i vescovi, che hanno diffuso una nota intitolata «Ascoltare il grido
che viene dalle strade», «si tratta di un fenomeno che coinvolge il popolo brasiliano e lo risveglia a una nuova consapevolezza. Richiede attenzione e discernimento per identificarne i valori e i limiti, sempre in vista della costruzione della società giusta e fraterna che aneliamo. Nate in modo libero e spontaneo a partire dalle reti sociali, le mobilitazioni mettono in discussione tutti noi e attestano che non è più possibile vivere in un Paese con tanta diseguaglianza ». Nella nota, insomma, i presuli danno pieno appoggio e solidarietà ai manifestanti, perché le proteste di questi giorni «esprimono una giusta e necessaria rivendicazione di politiche pubbliche per tutti. Gridano contro la corruzione, l’impunità e la mancanza di trasparenza nella gestione pubblica. Denunciano la violenza contro la gioventù. Allo stesso tempo testimoniano che la soluzione dei problemi che attraversa il popolo brasiliano sarà possibile solamente con la partecipazione di tutti. In questo modo fanno rinascere la speranza quando gridano: O Gigante acordou! (il gigante si è svegliato)».

      Tuttavia, come accennato, tutto deve avvenire in modo pacifico. Quindi no alla violenza, no a manifestazioni e proteste violente e no anche alla violenza contro i manifestanti e contro i giovani. «Il diritto democratico a manifestazioni come queste deve essere sempre garantito dallo Stato. Da tutti ci si aspetta che venga rispettata la pace e l’o rd i - ne. Non c’è niente che giustifichi la violenza, la distruzione del patrimonio pubblico e privato, il disprezzo e l’aggressione a persone e istituzioni, o la limitazione alla libertà di movimento, o di pensare e agire diversamente, cose che devono essere ripudiate con forza. Quando ciò succede, vengono negati i valori inerenti alle manifestazioni, introducendo una incoerenza corrosiva che porta al discredito». L’invito dell’episcopato si rivolge, insomma, a tutti perché «la soluzione dei problemi del popolo brasiliano è possibile solo con la partecipazione di tutti». E «il grido del popolo deve essere ascoltato».

      Il porporato ha poi aggiunto che «in una società in cui le persone vedono negato il loro diritto a gestire la propria vita, la presenza del popolo nelle strade testimonia che è nella pratica di valori come la solidarietà e il servizio gratuito all’a l t ro che troviamo il senso dell’esistenza. L’indifferenza e il conformismo conducono le persone, specialmente i giovani, a desistere dalla vita e si trasformano in ostacoli per la trasformazione di strutture che feriscono a morte la dignità umana. Le manifestazioni di questi giorni mostrano che i brasiliani non stanno dormendo in una culla dorata».

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